Ho scritto mille volte nella mi testa post diversi, che raccontassero un pò di me, che scalfissero un pò di quella patina del tutto bene, tutto ok, ho fatto questo e letto quest'altro... , ma poi non era mai il momento giusto per scriverlo veramente e forse non lo è neanche adesso,ma ho letto un libro (ok, ok devo pur iniziare da qualche parte nooo?) che mi ha fatto commuovere e riflettere e stare male , tanto male che avrei voluto scagliarlo dall'altra parte della stanza più volte. L'ho letto tutto però fino alla fine con le lacrime agli occhi e il nodo in gola, tutto fino all'ultima parola, fino a quando chiudendolo ha fatto quel bel rumore soffice e intenso che solo un libro bello grosso fa.
Ho letto "venuto al mondo" di Margaret Mazzantini . Racconta la storia di un amore grande, immenso quasi perfetto se non che non potrà mai essere allietato dalla nascita di un bambino, la protagonista dice:" (...)non sarò mai madre.Resterò per sempre una ragazza."(...) "Non si guarisce mai da ciò che ci manca,ci si adatta, ci si racconta altre verità. Si convive con se stessi, con la nostalgia della vita, come i vecchi."
Pensano di adottarne uno, ma non è facile come dice la protagonista fidarsi "della mappa genetica, del corredo, dell'origine" di qualcun'altro che non siamo noi.
Lei avrà un bambino da crescere non partorito da lei, ma salvato da un mondo in guerra, un bambino che cercherà delle somiglianze in una madre che non è la sua.
Un libro bellissimo che fa riflettere, che racconta una storia difficile da raccontare.
Ho finito di leggere "suite francese" scritto e vissuto da Irène Némirovsky. Vissuto, già, perchè fu composto durante l'occupazione tedesca in Francia poco prima della sua deportazione nel campo di concentramento ad Auschwitz. Questo romanzo narra l'occupazione nazista nella sua terra d'addozione e della vita dei francesi in quegli anni di convivenza forzata con i tedeschi.
Lei stessa sembra essere confusa davanti allo svolgersi di tali e tanti accadimenti, confusa nel disprezzare prima ed esaltare poi le caratteristiche degli ebrei che descrive così:"... abili nel vendere paccottiglia,fare traffico di valuta,improvvisarsi commessi viaggiatori,rappresentanti di finti merletti o munizioni di contrabbando... nei quali la passione per il denaro ha preso il posto di ogni altro sentimento."
Lei stessa sarà perseguitata per tali caratteristiche, lei stessa sarà divisa dalla sua famiglia e uccisa ad Auschwitz.
Nel suo libro scrive che a volte usiamo il siamo parlando con qualcuno delle sue sventure : "... spinti da quel pudore che, davanti ad un infelice, ci induce a fingere sventure simili alle sue, ma l'egoismo deforma così candidamente le nostre migliori intenzioni che ad un tubercolitico all'ultimo stadio diciamo in tutta innocenza:" la compiango, so che cosa vuol dire, ho un raffreddore da tre settimane di cui non riesco a liberarmi!"

Lo so che ricominciare a scrivere dopo più di un mese di assenza con un post su Hello Kitty non è molto serio, ma questa notizia letta sul giornale mi ha colpita e riempita di una gioia infantile: io adoro Hello Kitty!
L' ospedale Hau Sheng di Yuanlin di Taiwan è interamente decorato da immagini del cartone animato Hello Kitty.
Vedere tutti questi cuccioli di uomo ricoperti e immersi in immagini della gattina più famosa del mondo mi fa letteramente impazzire, ma vi rendete conto?
E poi, S. Valentino si avvicina e un pò di rosa non guasta!
Penso sia necessario ricondurre i pensieri e gli animi al vero significato del Natale, per tornare a vedere tutto nella giusta prospettiva. Non voglio escludere chi non crede, anzi voglio invitarlo a questa grande festa religiosa, ma non solo, alla grande festa del donarsi gli uni agli altri, perché la ricerca dei doni non sia solo frutto di un consumismo imperante, ma la voglia di riuscire a strappare un sorriso a chi vuoi bene, ma anche a chi non conosci, di fargli una coccola che non deve essere necessariamente costosa. E' stato difficile anche per me quest'anno vedere il Natale oltre le luci sfavillanti, i negozi riccamente addobbati, la corsa frenetica all'ultimo regalo, ora però mi concedo un attimo di riflessione e scrivo quel che penso senza ipocrisia, ma piuttosto cercando di accompagnare per mano verso gli aspetti poetici, positivi del Natale lontano dalle logiche distruttive di tutti quelli che parlano senza sapere, che si accaniscono nei confronti di una festa che è, e deve essere, semplicemente una festa d'amore!
Incredibile giornata passata a Venezia tentando di andare al lavoro... senza riuscirci perché l'acqua alta, incredibilmente alta, non mi ha permesso di raggiungere il centro di Venezia che tornata al mare regalava uno spettacolo indimenticabile. Non voglio aggiungermi al coro di lamentele dei veneziani ( che ormai si dovrebbero essere abituati all'acqua alta) voglio descrivere piuttosto il disagio di accorgersi che forse l'uomo su questa terra non può fare sempre ciò che vuole e che anche se è riuscito a strappare al mare queste acque per costruirci una delle città più belle del mondo, il mare e la natura periodicamente se le riprendono ricordandoci che davanti a questi fenomeni non possiamo nulla! Se l'acqua alta ha regalato ai turisti una gioia inaspettata e un ricordo in più da portare a casa, per noi è stata solo l'ennesimo avvertimento di quanto su questa terra siamo ospiti, che il mare e il vento la fanno da padroni riuscendo, ancora, nell'era di internet e dell'alta tecnologia a fermare una città intera.